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domenica 26 giugno 2016

Zitkala-Ša: perdere la coscienza del mondo naturale con la cultura

A Zitkala-Ša (Gertrude Simmons Bonnin) 
A Zitkala-Ša (1876–1938), il suo nome significa "uccello Rosso" in lingua sioux dakota, gli venne dato il nome di Gertrude Simmons Bonnin, dai missionari che la educarono. Fu scrittrice, editora, musicista, insegnante e anche attivista politica. 
Rivendicò sempre la cultura e la civiltà dei Nativi Americani. I suoi ultimi libri in lingua inglese fecero conoscere le storie indiane a un vasto pubblico bianco. Fu co-fondatrice del "National Council of American Indians" nel 1926, nato per ottenere la cittadinanza statunitense e i diritti civili. Zitkala-Ša ne fu la presidentessa fino alla sua morte, nel 1938. La sua biografia è intitolata: Red Bird, Red Power. 








"A questo punto della mia crescita personale, ero pronta a maledire gli uomini di scarso intelletto per essere i nani di un Dio che li aveva resi tale. Durante il processo della mia educazione avevo perso la coscienza del mondo naturale intorno a me. Così, quando una furia segreta mi possedeva nella piccola prigione bianca che poi chiamai la mia stanza, inconsapevolmente evadevo verso la mia sola salvezza .


Sola nella mia stanza, sedevo come quella donna indiana pietrificata della quale mia madre era solita raccontarmi. Desiderai che i fardelli del mio cuore mi trasformassero in una pietra fredda. Ma da viva, nella mia tomba, divenni povera!

Secondo le carte dell’uomo bianco avevo rinunciato alla fede nel Grande Spirito. Secondo queste stesse carte avevo dimenticato la rigenerazione negli alberi e nei ruscelli. Secondo il racconto della semplice visione di vita di mia madre, e sulla mia mancanza di tale visione, io mi ero arresa. Non mi ero fatta alcun amico tra la razza di persone che avevo detestato. Come un albero esile, ero stata sradicata da mia madre, dalla natura, e da Dio. Ero stata potata dei miei rami, che erano mossi in armonia e con amore per la mia patria e i miei amici. Il naturale strato di corteccia che aveva protetto la mia natura ipersensibile era stato strappato via rapidamente.

Ora mi sembrava di essere un palo spoglio, piantato in una strana terra. Eppure, avevo fede in un giorno che sarebbe venuto, quando la mia dolente testa silenziosa, sollevata in direzione del cielo, sarebbe corsa rapidamente come una luce imprevedibile attraverso i cieli. Con questo sogno di rivalsa per una coscienza repressa a lungo, camminavo nuovamente tra la gente.

Da Racconti Indiani - Gertrude Bonnin