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lunedì 12 settembre 2016

PRETE COZZI - FAVOLA NERA

Da "Il professor Trodl e altre storie nere"
di Mary Blindflowers


PRETE COZZI - Mary Blindflowers



C'era una volta... un principe o una principessa, direte voi, un re o una regina, un orco o un'orchessa, stooop! Niente di tutto questo! Basta con questi luoghi comuni!
C'era un volta un prete, piuttosto, sì un pretaccio, prete Cozzi, un omino piccolo piccolo e mezzo cieco, dalle gambe sgangherate e il cuore gonfio di amore per il prossimo, almeno così diceva lui...
Più che gonfio il nostro pretucolo era tronfio perché aveva studiato il latino in seminario, inoltre leggeva tantissimo e sapeva scrivere cose reali e di fantasia con molta proprietà di linguaggio anche se spesso sbagliava la punteggiatura collocando virgole laddove ci volevano dei punti e viceversa.
Grazie alla sua cultura, naturale sottomissione, obbedienza cieca ai superiori e preparazione culturale riuscì ad arrivare ai piani alti e divenne ben presto dirigente di biblioteca.
Per fare carriera aveva dovuto sempre tacere e far finta di non vedere tante cose.
Un bel giorno mentre i ragazzi del seminario giocavano a palla nel giardino della chiesa, notò che uno di loro non voleva giocare. Il bambino disse che non poteva, non poteva correre a causa di un incidente che gli era successo. Quando il prete volle approfondire il ragazzo disse che non poteva dire niente, poi scoppiò in lacrime e confessò che un certo prete x si approfittava di lui e di altri a intervalli più o meno regolari con il tacito consenso della curia e il silenzio di tutti.
Prete Cozzi dapprima divenne paonazzo, poi si calmò, mise una mano sulla spalla del ragazzo, cercò di consolarlo come poté poi disse: “è la volontà di dio. Dio ci vede e punirà il prete”.
Detto questo non disse niente a nessuno. Seppe soltanto che prete x dopo poco tempo venne trasferito ad un'altra parrocchia dove poté continuare a fare i suoi giochetti indisturbato.
E prete Cozzi zitto, doveva fare carriera perciò non poteva andare a denunciare prete x alle autorità. Non sarebbe stato igienico. Così tacque come il suo dio lo aveva abituato a fare e tirò avanti.
Mentre predicava pace e amore per il prossimo, dando pacche sulle spalle a tutti, non potè resistere alla tentazione di allungare le mani sopra preziosi e antichi libri che la biblioteca custodiva. Qui, pensò, non servono a nessuno, se non a dei poveri preti rincitrulliti che non li aprono mai, se li prendo io saranno in buone mani, al sicuro. Così li prese. Un bel giorno se li mise in borsa e se li portò a casa. Li vendette ad un mercante di libri poco tempo dopo. In biblioteca intanto non si erano accorti di nulla e il piccolo prete, tra una preghiera e l'altra, ogni tanto acchiappava un libro e se lo portava a casa. Tutto filò liscio e tranquillo finché una vecchia monaca dallo sguardo acuto non richiese uno dei tomi che il prete aveva arraffato. Il tomo non si trovava da nessuna parte. Scoppiò lo scandalo. Il direttore si accorse che mancavano anche altri volumi all'appello. Prete Cozzi venne accusato di aver sottratto i volumi, pare che qualcuno lo avesse visto acchiapparne uno e metterselo quatto quatto nella borsa poi andar via con scioltezza. Così il piccolo prete venne ben presto additato come ladro, allora decise di spretarsi e di cominciare a cantare delle belle canzoni. I testi di queste canzoni dicevano che nella curia c'erano malversazioni, che certi dirigenti facevano loschi affari, che certi preti si intrattenevano più del dovuto con i bambini e le bambine innocenti, che la pressione psicologica sulle menti era abnorme, etc. Insomma, canzoni interessanti che prete Cozzi decise di mettere per iscritto dopo essersi opportunamente spretato. Si spretò non solo perché dalla biblioteca stavano per cacciarlo via a calci, ma anche perché se la intendeva con una ragazza madre da parecchio tempo e si sa, certe voglie vanno soddisfatte, così prete Cozzi buttò l'abito alle ortiche.
Intanto passarono gli anni. Le testimonianze di prete Cozzi sulle malefatte della curia giacevano in un cassetto. Un bel giorno il prete conobbe uno scrittore e decise di parlargli delle sue confessioni. Lo scrittore, sempre alla ricerca di cose inedite e curiose con cui arricchire i propri libri, decise di includere nel suo libro anche le testimonianze di prete Cozzi che fu felice di pubblicarle e mostrò fin da subito grande entusiasmo all'idea. Nel libro però c'erano cose scottanti e il potere non poteva permettere che venissero pubblicate, così, sapendo che il testo stava già in tipografia, un bel giorno d'estate il potere bussò alla porta di prete Cozzi. Toc, toc, toc.
“Chi è?”, chiese, tremante il prete.
“Sono il potere, chi vuoi che sia, avanti aprimi, vigliacco!”.
Prete Cozzi aprì la porta e fece entrare quell'essere. Il suo corpo era fatto di pezzi di carne putrefatta e incrostazioni di sangue rappreso, la sua testa era ricoperta di piccoli crani umani ed animali, le mani erano scarnificate ma con lunghe unghie pronte ad afferrare ogni cosa. Al posto dello stomaco aveva una voragine, come un buco nero che tritava tutto.
Un essere che fece tremare le gambe a prete Cozzi. Quella creatura mostruosa si sedette senza neppure essere invitata e parlò costringendo il prete ad inginocchiargisi vicino.
Gli toccò la spalla con le sue dita di cadavere. Il prete sentì il contatto freddo e impallidì di paura perché era sempre stato un vile.
“Senti, prete”, e la bocca del potere fetava di bestia morta, “non sai che parlare troppo fa male alla salute?”.
“S...sì, lo so”.
Il prete era impietrito.
“Lo sai che denunciare i nostri fratelli e sorelle accusandoli di azioni infami non giova alla tua vita?”.
Il prete avvertiva un forte dolore alla spalla. La stretta del potere era sempre più forte.
“Lo sai tu, prete del diavolo che hai delle pendenze? Ti ricordi della biblioteca che gestivi? Che scandalo vero?”.
“S...sì, mi ri... ricordo tutto”.
“Bravo, prete, allora sai cosa devi fare perché il processo finisca bene...”.
Il buon prete ad un mese dalla stampa del libro disse allo scrittore che dissentiva, che ritirava le sue testimonianze, non aveva alcun bisogno di un libro a 4 mani, non voleva la gloria né diventare uno scrittore, così disse che voleva ritirare tutte le sue testimonianze prima che venisse pubblicato perché qualcuno avrebbe potuto offendersi. Silenzio in cambio di impunità...
Così si nasconde la verità, così gira il mondo.
Però si sa come sono fatti gli scrittori, sono capricciosi, non prendono ordini da nessuno... Il libro venne pubblicato lo stesso, informando i lettori del pentimento dell'ex religioso. Prete Cozzi fece la figura del fesso e tutti, si fa per dire..., vissero felici, vissero contenti...
La morale?
Come al solito dovete trovarvela da soli, ma vi assicuro che non è difficile da capire.


testo e immagine © Mary Blindflowers