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mercoledì 14 novembre 2012

Tre poesie dell'arcano di Raccis Fabrizio



Sono tre poesie scritte negli ambienti sotterranei di Cagliari, tra i cunicoli nascosti e inaccessibili. Raccontano le emozioni vissute varcando i luoghi più misteriosi che si celano sotto i nostri piedi. Un tour poetico, una discesa nelle oscurità dell'arcano.




I




Vago per cunicoli nascosti
avvolto per quelle ombre
inseguo pensieri stipati
come segreti inconfessabili,
celati.
Sono stato troppo a lungo
a spiare il mondo dal buio,
che ho lasciato il mio ego
libero di cadere in uno stato
di oblio.
Vago per cunicoli deserti
avvolto per quelle tenebre
inseguo stelle sulle pareti
come segreti sfuggenti,
ombre.

 
II

Sono sceso nel ventre della terra
gradino per gradino mi sono
fatto luce.
Sono disceso in una landa desolata e tetra
dove la morte regnava sovrana in
completa pace.

Ricordo l'umido volto spettrale
quelle pareti pallide, consumate dal tempo.

Posso sentire ancora sui vestiti
l'odore arcano di passati sepolti
per troppo tempo, dimenticati.






III


Lasciami libero di sentire
il cantico solitario
della notte,
il mistero che si racconta
scritto tra le tue mura.
Il tuo corpo defraudato
di tufo ingiallito,
le speranze sepolte
di antichi nativi.
Lasciami una traccia
nei tuoi corridoi
sconfinati,
un segno di salvezza
per questa vita
spezzata.
Il tuo corpo
cosparso di feritoie,
è una donna timida
alle prime luci
del mattino.