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venerdì 3 settembre 2021

PENNE ARMATE RIVISTA #6

 Ritorna Penne Armate Rivista con una grafica nuova e tanti articoli di attualità e controcultura!

Dopo un lungo periodo di pausa torna la rivista da leggere gratis online del Gruppo Penne Armate con nuovi ospiti e una nuova veste grafica ricca di arte, poesia e recensioni. 

Possiamo trovare anche alcuni interventi di narrativa e prosa come quello di Alessandro De Cesare con Mick Jagger- il vampiro una sarcastica storiella raccontata in versi. Oppure la penna graffiante di Andre Folco Lasdo con il suo racconto breve Il cane da caccia, segue il breve racconto tratto da facebook con l'ironia pungente di Andreas Finottis, ancora le foto di Flae dedicate a Belgrado seguite da alcune sue poesie, due recensioni originali sul libro di Giovanni Capurso e sul film Horror Found. Per la rubrica Fumetto Art i disegni controtendenza di Ruben Curto, e ancora street art con un approfondimento su Banksy della giornalista Claudia La Mantica. Immancabile la rubrica di poesia Poetry at Dusk che ospita come sempre poeti di grande livello come Michele Licheri e Alberto Lecca, Pippo Marzulli e Fabio Pinna, poeti che avremo modo di conoscere più nel dettaglio nei prossimi numeri! A voi amici e sostenitori auguriamo una buona e succulenta lettura!

LEGGI GRATIS QUI: https://ita.calameo.com/read/005010817afcc37b183ef



martedì 23 gennaio 2018

Il meraviglioso vinile di Penny Lane | Recensione


Titolo: Il meraviglioso vinile di Penny Lane
Autore: Giordano Criscuolo
Editore: Eretica Edizioni

Prezzo:
€.13 cartaceo
Pagine: 100
Genere: Narrativa\Fantasy

Data Pubblicazione:
Novembre, 2017
EAN:  9788899816780
Valutazione: 4,5 su 5

link acquistalo qui a soli €. 9,90 con due titoli in omaggio:




"Penny Lane, che ha da poco perso entrambi i genitori, vive in una piccola casa di periferia con la nonna. Ha un solo amico, Elleppì, titolare di un negozio di dischi. Proprio li, il giorno del suo compleanno, ruberà un misterioso vinile che non avrebbe mai dovuto ascoltare."

Il Meraviglioso vinile di Penny Lane, romanzo pubblicato da Eretica Edizioni(2017), non è solo la storia di una ragazza che insegue i suoi sogni in una realtà tragica, fatta di delusioni, grandi mancanze, insicurezze e solitudini. Basta poco per capire che la storia di Penny Lane è un modo del tutto originale per omaggiare la musica che ha vissuto epoche d'oro in vari periodi storici come negli anni 70, 80 e 90. Questo libro è una dedica speciale ai grandi del passato come i Beatles, i Nirvana, Robert Smith, David Bowie, da Lou Reed agli Who, per sconfinare fino a Leonard Cohen, e non mancano le citazioni a qualche gruppo Rock-Indi italiano degli anni 80.
Quando ho cominciato a leggere questo libro riflettendo sulla sinossi e pensando al titolo mi sono detto sarà la solita storiella di qualche adolescente delusa che si cura attraverso la musica, «roba già letta e riletta.» devo ammetterlo, sono partito prevenuto, ma sfogliando le pagine ho potuto constatare che Giordano Criscuolo l'autore di questo romanzo è riuscito a catturare la mia attenzione fin dalle prime righe: “Penny Lane abita in una minuscola casetta di periferia. Incredibile vero? Sono bastate queste poche parole perché la tua fantasia prendesse il sopravvento. Altolà dunque, non staccare le mani da questo libricino prima che tu possa portarle agli occhi. Non toccarli o stropicciarli, lasciali così: increduli, stupiti, stralunati[...]”
L'autore introduce la sua storia coinvolgendo il lettore con riflessioni enigmatiche, solleticando la fantasia, dando la consapevolezza a chi legge di essere tra i protagonisti della storia.
Sarà un viaggio dolce ma a tratti grottesco che vi farà assaporare una favola moderna che per dirla con le stesse parole dell'autore, è nata tra i fumi di resine odorose in una periferia dove il sole reca quasi disturbo al regolare grigiore quotidiano, dove la rassegnazione ha soppresso la speranza.
La dolce Penny si trova là, occhi castani e pelle di seta, ha quasi diciassette anni e vive con la nonna dopo che un tragico incidente gli ha portato via per sempre i genitori. I suoi auricolari la staccano per qualche ora dalla solitudine, l'allontanano dal resto del mondo ogni qual volta esce per recarsi a scuola o dal suo unico amico Lp, un giovane che lavora in un negozio di dischi dove sull'insegna campeggia il titolo Yellow Submarine, altra citazione di una storica canzone dei Beatles. È un negozio affascinante il suo, ricco di vinili e di radio d'epoca, trent'anni di polvere ammucchiata sulle casse di un hi-fi.
Tra i due c'è una forte intesa, lui ventottenne divorziato con la passione per quello storico gruppo di capelloni, ha un debole per quella ragazza bella e dannata. Insieme discutono di musica, dell'eterna lotta tra il suono digitale e quello graffiante dei vinili, il suono analogico, definito da Lp la tela dei musicisti. «Cosa ne sanno I giovani di oggi?» domanda a Penny Lane. Lei ascolta, riflette, fino a quando la sua attenzione ricade su un disco dentro una vetrina che sembra quasi nascosto. Penny viene invasa dalla curiosità di scoprire cosa si nasconde dentro quel vinile, ma Lp quasi preoccupato le risponde «...Lascia stare, guardalo e dimenticatene. Non è in vendita.» Sarà tutto quel mistero e quei divieti far scattare nella testa di Penny l'idea di rompere la vetrina e rubare il disco per correre in tutta fretta a casa ad ascoltarlo. Ma quello non è un disco qualunque...è una porta per un mondo diverso da quello che lei conosce.

Approfondimento

Il libro è composto da un centinaio di pagine che si fanno leggere subito, la scrittura di Giordano Criscuolo non è per nulla aulica o troppo tecnica, anzi ha la capacità di essere semplice e diretta, molto schietta.
Tra le righe si evidenzia una certa maturità letteraria visto che l'autore non è al suo primo esordio in narrativa ma ha pubblicato il suo primo romanzo dal titolo Le parole che non scrivo già nel lontano 2005, e successivamente Come un solco di Morrison Hotel (2009), 1000 anni con Elide (2010) e All'aurora sulle stelle e altre storie del sottosuolo (2011).
Il racconto che l'autore ha composto come avrete modo di scoprire tra le pagine, fa il verso alla mitica favola di Alice e il paese delle meraviglie mettendo in risalto il senso materiale del mondo di oggi, un deserto di elettrodomestici grigi e terrificanti che certe volte celano mostri fantastici pronti ad assalirci. L'abilità di Criscuolo è spiazzare il lettore, perché proprio quando meno te lo aspetti la storia prende una virata eccezionale, e tutto quello che fino ad un attimo prima ti sembrava logico e monotono cambia veste.

Consiglio vivamente questo libro agli amanti della musica, ma anche ai sognatori, agli amanti del fantasy, a coloro che sono stanchi di leggere sempre le solite immagini letterarie moderne stra-abusate. Acquistate questo libricino dalla copertina purpurea che sul fronte contiene proprio l'immagine dipinta della nostra amata Penny Lane.     


Fabrizio Raccis

venerdì 27 ottobre 2017

PENNE ARMATE SOTTO ATTACCO HACKER | Comunicato

Molti lettori ci hanno scritto e ci hanno chiesto come mai l'uscita del nuovo numero di Penne Armate Rivista è saltata. Volevamo avvisarvi con questo comunicato che tutte le nostre mail, il blog e le pagine facebook sono state attaccate da un Hacker che ha cercato invano di manipolare e impadronirsi di tutti i dispositivi del collettivo anti-tesi. 
Ci siamo occupati della faccenda e purtroppo nonostante siamo riusciti a recuperare le mail tutto il materiale selezionato e messo da parte è stato cancellato dal rosicone di turno. Per questo abbiamo preso una piccola pausa per rimettere apposto i cocci, ma a breve ripartiremo in quarta con l'uscita dell'atteso numero 3.
Intanto per chi vuole dare un'occhiata ai numeri precedenti sono di nuovo disponibili su Calameo.it La nostra avventura continua, continueremo a lavorare con ancora più grinta!

cordialmente
TEAM Penne Armate

 

lunedì 23 ottobre 2017

La Stella nera di Mu di Mary Blindflowers | Recensione


Prima di entrare nel merito del libro appena letto vorrei fare una piccola premessa. Quella che seguirà non vuole essere una recensione. Per me le recensioni non esistono più. Oggi ci sono troppi rapporti di interesse tra chi recensisce e chi fa arte, tra critici e artisti, perché ci possa essere obiettività; e comunque l’arte è qualcosa di astratto, difficile da valutare se non pure da riconoscere. Si possono solo esprimere impressioni e annotare elementi oggettivi riscontrati. Questo mi limiterò a fare per La Stella nera di Mu: primo perché conosco l’autrice e secondo perché non ritengo importante sapere se il libro mi sia piaciuto o no, ma solo sapere se è scritto bene e se ha dei contenuti, e se sì, quali. Per quanto riguarda la scrittura posso dire che l’autrice ha un’ottima padronanza della lingua italiana e scrive in modo scorrevole e ricco. Questo è facilmente verificabile, basta leggersi anche solo l’anteprima. Perciò passiamo subito ai contenuti.
La Stella nera di Mu narra di un fantomatico “Mondo di sotto” riprendendo e facendo proprie le teorie della Terra cava e il mito di Agarthi. In questo mondo, chiamato Mu, vigono regole opposte al nostro e tutto è come riflesso al contrario. Mu è un luogo privo di governi, di vere e proprie leggi, senza una religione, dove i cittadini vivono in una quasi perfetta armonia e pace. A minacciare questo stato di cose è Scuro, uno stregone del mondo di sopra che vorrebbe entrare a Mu per conquistarlo e trasformarlo in una copia del suo mondo; egli vuole eliminare l’anarchia, il potere delle madri, e insediarsi come capo assoluto.
Scuro vuole creare una società distopica alla Orwell aggiungendovi alcune caratteristiche del mondo nuovo di Huxley: come la superficialità, il culto della bellezza e del denaro. Vuole ribaltare la società muana per farla diventare simile a quella della Terra di sopra, che è già la perfetta sintesi delle società che i due scrittori appena citati, avevano ipotizzato. Ma prima Scuro deve cancellare il culto della dea Madre e istituzionalizzare quello del Dio unico e Padre; cancellare il baratto e portare la moneta, abolire l’anarchia e instaurare la “Democrazia”, fondare una Repubblica muana. Insomma, creare un mostruoso Leviathano e nutrirlo con le personalità dei muani, che in esso si annulleranno. E lui nel mentre acquisirà il vantaggio non trascurabile dell’immortalità. A opporglisi ci sono solo la Stella nera di Mu, ovvero Luce (che succede a Hilde), e alcuni suoi fidati amici. Ma in Luce sin dalla nascita si è insinuato il dubbio, “Forse il sistema è imperfetto”, e da un’incertezza nel battito del suo cuore si è aperto un varco. È da lì che il temibile signore Oscuro cerca di passare.

martedì 25 aprile 2017

LA NUOVA ONDA POETICA SOCIAL

È da tempo che sui social, su quotidiani e riviste di cultura si parla di questa "nuova onda poetica", un modo inedito e molto comunicativo di distribuire versi sui social e aggregarsi a vecchi e nuovi poeti condividendo e scambiando le proprie opinioni anche attraverso giochi o catene letterarie.
È proprio grazie ad un interessante articolo sul magazine Cinquecolonne che abbiamo apprezzato i nomi di alcuni giovani autori, tra cui anche quello di alcuni membri “Penne Armate“ e di uno dei fondatori Fabrizio Raccis. Per questo noi del team vogliamo approfondire con lui ancora meglio questa interessante questione, facendo qualche domanda al nostro Raccis!
  
Forse prima del Cinquecolonne magazine, in pochi si erano interessati ai migliaia di poeti che circolano sul web. Da cosa nasce questa “New wave poetica 2017”?

Devo ammettere che leggere su un articolo di  questa New Wave poetica social 2017 mi ha davvero sorpreso, in effetti con l’avvento dei social, degli smartphone e dell’era digitale siamo stati sommersi da questa “onda poetica” che secondo me non riguarda esclusivamente il 2017, ma un periodo molto più ampio, forse decennale, se non di più. Negli ultimi anni abbiamo assistito alla nascita di diversi “gruppi di poeti-scrittori” soprattutto sui social, gruppi che si sono poi ampliati ed evoluti anche in diversi blog o fanzine cartacee e online molto seguite, dalla quale si sono distinti molti validi autori che sono stati citati nel precedente articolo, ma solo in parte.

Qualcuno ha parlato di qualche polemica scoppiata proprio sul social facebook poco dopo la diffusione dell’articolo precedente, da frequentatore attivo della piattaforma facebook, quali sono state le reazioni degli “amici poeti”?

Chiaramente è scoppiata una piccola polemica su vari post di facebook, alcuni hanno fatto notare che molti degli autori citati non rappresentano il “nuovo” di oggi, visto che sono abbastanza “attempati”, e inoltre alcuni poeti scrivono utilizzando delle metriche e dei vocaboli addirittura del duecento, lo stilnovo, e quindi sono ritenuti sorpassati. Ma l’innovazione o l’originalità secondo me non sta nello stile, ma nel messaggio, nell'attività frequente, nel rendersi parte attiva della poesia contemporanea. Come ha scritto su un post nella sua pagina Vera Recanati : “…con il duecento e il ritorno allo Stilnovo attraverso il web vogliono rappresentare la mia storia lirica in una nuova verve, l'amicizia tra me e Caterina(la musa) vuole diventare il paradigma esemplare di un nuovo dialogo culturale…” Poi come dicevo la lista selezionata di questa “New wave” di autori è ancora lunga, la precedente mi sembra abbastanza riduttiva visto che si parla di un censimento di oltre 2 milioni di poeti social!

Ecco, ci sono dunque altri autori che meritano di entrare a pari merito in questa lista?

Ma si, sono almeno 8 anni che scrivo e leggo poesia, ora lo faccio soprattutto su facebook, ad esempio ci sono altri autori molto attivi nel panorama poetico che usano uno stile simile a quello di Recanati come ad esempio Leonardo Bano giovane autore veneto che proprio di recente, visto il forte seguito ha pubblicato un libro di poesie per Edizioni Mora.
Ma non solo abbiamo anche il grande maestro Cataldo Dino Meo, che ha dato potere e forza alla poesia portandola ad un altro livello attraverso dei video straordinari e degli spettacoli live davvero notevoli. Oppure ancora Mary Blindflowers poetessa, scrittrice e saggista. Damiana Guerra poetessa e autrice teatrale, i poeti Francesco Gervasio, Claudio Spinosa, Stefano Canepa, Enrico Marra, Pippo Marzulli e non può mancare anche la psicoterapeuta-poetessa Valeria Bianchi Mian autrice per Golem edizioni, attiva con favole e filastrocche molto diffuse sui social.

JAZZ DELL’AMORE DECOLLATO

Quando tu perdesti la tua testa per me 
gettai lontano questa mia, così adesso 
andiamo in giro con il cielo al collo – 
la collana e la cravatta son cappelli.

Da Paris a London, da Berlin fino a Rome 
un aereo tira l’altro e allora spesso 
noi siamo in volo ben prima del decollo – 
le nostre teste con ali di capelli.

Andiamo in giro con il cielo al collo – 
la collana e la cravatta son cappelli.
Amor d’aria dopo un po’ ci rende tristi 
come i sogni già piovuti nella Senna
 
ma tu dammeli i due vani più servizi 
ché del tuo corpo ora bramo tempi e spazi[…]

Valeria Bianchi Mian, Favolesvelte, Golem Edizioni 2016 


Non solo, ci sono gruppi poetici all'avanguardia che si danno tanto da fare, molto spesso accompagnati da riviste molto interessanti come “Bibbia d’asfalto – poesia urbana e autostradale” o “Brigate poeti rivoluzionari”, "Antisociale-magazine", c’è anche il nostro “Gruppo Penne Armate” con la nuova fanzine Penne Armate Rivista, o altre fanzine davvero pregevoli come Pastiche rivista di Paolo Battista, e non possiamo saltare il Gruppo Negazioni forse uno dei primi movimenti in controtendenza che ha ispirato molti giovani autori.
Ma non è finita, nei social si fa largo anche una forte presenza dello Slam poetico italiano e non possiamo non citare: Barbara Giuliani, Francesca Samsa Fiori, o Francesco Vico editore e poeta, Alessandra Piccoli, Jaime Andrés De Castro, Ugo magnanti e Dona Amati, e altri autori meno propensi agli slam ma sempre molto partecipi nella poesia social come Bruno Lugano, Luca Battaglini, Nazario Bruno. Insomma l’elenco si allunga e non me ne voglia chi non ho citato ma mancano all'appello almeno altri cinquanta validi autori che si distinguono in fatto di applicazione e partecipazione attiva alla poesia social, quest’onda che è partita da molto lontano e continua a crescere a dismisura, e chissà quando s’infrangerà! 

Grazie a Fabrizio Raccis per gli ulteriori appunti su questa "nuova onda poetica", non ci resta che lasciarvi in conclusione alle parole scritte dalla ottima poetessa Barbara Giuliani proprio su un post facebook, buona lettura! 


in foto: Barbara Giuliani
 Sono in modalità cocaina da quanto ti ho visto essere ontano, e non è l'ontano. Lontano.
Per essere lontano, devi essere passo, per essere passo, sorpasso, se mi vedi a freccia, sono nel passo sorpasso, e non è un pollo inseguito da una pizza. Pizza, luogo comune di mozzarella.
Muto. La mutazione dal piedistallo allo stallo, passando per i piedi, senza stallo, con i piedi, e divento il movimento per cui sono, muovo i piedi dallo stallo del piedistallo. Non porto mai più di tre persone con me. Io che sono io, e l'io sul piedistallo con i piedi nell'io.
Sono stata arrestata per atti vandalici in luogo pubblico. Butto molotov sulle vetrine delle erboristerie e mangio insalata con anice stellato. Non ho mai capito la differenza tra un bonsai e un bonsai potato.
Ho disboscato con dei cerini l'Amazzonia, solo per avere una radura dove amare senza ombra.
Sono rimasta immobile sotto lo Zenit del tuo andare, per essere Nadir.
Ho cambiato la piega dei capelli per essere Niagara sotto cascata, e non è una doccia. Ho provato a riempire i vuoti con taniche di pieno, ma ho trovato il bagno occupato. Ho coltivato fuoco per essere acqua e ho falciato acqua per essere incendio. Piloto un canadair a quota cardio, sgancio acqua minerale ogni volta che divento guerra. Non ho mai nominato la parola sesso, se non per farlo. Ho deciso che io sono pericolo, quando divento disastro e non c'è nessuno a dire presente. E l'ordine non è mai alfabetico, ma numerico.
Ho portato con me il mio Avvocato, perché ho ucciso la seduzione di poter essere salva, anche quando ero meta; e non co-meta. Sono passata per salutarti, per portarti, vestita da starter con un proiettile caricato a salve.
Salvo questo mondo alle 7:37 di un lunedì che ha paura di essere inizio settimana.
Ora. In movimento paresi, affranco. Fiato a parte.
Bocca a bocca senza passare dal via.


Barbara Giuliani, post facebook del 20 Aprile 2017

lunedì 20 febbraio 2017

LA DROGA AI TEMPI DI IROMAN

Oggi quasi un milione di adolescenti fanno uso di Hashish o Marijuana, un numero sorprendente di giovani che sempre più spesso forse per noia, per “ribellione” o per cercare una via di fuga alla realtà decidono di provare per la prima volta delle sostanze che alterano la propria percezione.
A volte con dei riscontri minimi, altre volte invece cadendo nel baratro degli effetti più devastanti come dipendenza psicologica, scoordinamento motorio, allucinazioni, aritmia, crisi convulsive e molto altro. Pensate, per quanto riguarda la cannabis malgrado tutto quello che possono dire gli accaniti sostenitori, quest’ultima può avere effetti imprevedibili sul corpo di un uomo adulto, a volte agisce come uno stimolante, altre volte come un depressivo. Adesso immaginate tutti questi effetti sul corpo di un 13-16 enne.
Mi ricordo la mia prima volta che provai una sostanza del genere, avevo iniziato il primo anno del liceo, erano gli anni novanta, in tv passavano ancora i cartoon di Lupin III, il nostro eroe dei fumetti era Batman, lo smartphone era roba per pochi eletti ma già alcol e Marijuana nelle scuole erano all’ordine del giorno. Alcuni miei compagni portavano bottiglie di super alcolici che nascondevano nel cortile della scuola per poi raggiungere con facilità durante la ricreazione o nelle ore buca dei professori. A questo si accompagnava il fumo(hashish) o la Marijuana.
Quella volta mi sentii proprio male, istigato da alcuni amici e per far colpo sulle compagnette aspirai più volte e buttai giù quel fumo denso e grigiastro, cominciai a sentirmi euforico, poi sempre più leggero, avvertivo una certa “allegria”. Poco dopo mi accasciai a terra, tremante e immobile tra le cicche e le risate degli “amici” che gridava “ha la febbre del fumo” e scoppiavano a ridere. Fu un'esperienza poco felice la mia.
E qui la mente mi riporta agli eventi recenti di cronaca, come il caso di quel giovane 16enne suicida a Lavagna dopo una perquisizione a casa sua da parte delle forze dell’ordine. Il ragazzo era stato bloccato fuori dal liceo che frequentava con alcuni grammi di hashish. A fare la segnalazione era stata proprio la madre, esasperata dalle condizioni del figlio.
Impazza ora sul web, soprattutto sui social la battaglia tra chi giudica colpevole della morte del giovane lo stato e la polizia, e chi i genitori, mettendo alla berlina la madre che leggendo una lettera, durante il funerale ha ringraziato le forze dell’ordine ed ha lanciato un messaggio molto sentito a tutte le nuove generazioni e agli amici del giovane:  “Vi vogliono far credere che fumare una canna è normale, che faticare a parlarsi è normale, che andare sempre oltre è normale. Qualcuno vuol soffocarvi…Diventate protagonisti della vostra vita e cercate lo straordinario. Straordinario è mettere giù il cellulare e parlarvi occhi negli occhi. Invece di mandarvi faccine su whatsapp…”
A pensarci bene, forse davvero stiamo diventando schiavi di una società che spinge tutti verso il collasso, mercificando e massificando attrezzature capaci di spingerci  lontani dall’empatia, da quel contatto carnale e umano che ci ha sempre distinto(salvato?) nel corso dei secoli. Oggi abbiamo nuovi supereroi alla tv, le sbronze di Ironman e i cartoon dei Simpson, e malgrado la droga sia sempre esistita, i suicidi tra giovani e meno giovani sono sempre più all’ordine del giorno e non certo a causa delle perquisizioni delle forze dell’ordine o delle attenzioni pressanti da parte di genitori preoccupati. Forse il vero problema va cercato altrove, dentro di noi, o magari nel sistema in cui viviamo.


lunedì 19 dicembre 2016

ICARO GRUNGE - RACCONTO


Un nuovo racconto da leggere ONLINE gratuitamente in versione EBOOK! buona lettura amici.





Non sono mai stato sicuro che la morale della storia di Icaro dovesse essere: "Non tentare di volare troppo in alto", come viene intesa in genere, e mi sono chiesto se non si potesse interpretarla invece in un modo diverso: "Dimentica la cera e le piume, e costruisci ali più solide".
Stanley Kubrick

***


C
arlo aveva un fastidioso prurito sotto la pelle, stava provando a dormire, era la millesima volta che si strofinava la carne con quelle unghie sudice che quasi se la tirava via a brandelli. Aveva ancora addosso quella maglia nera dei Guns n' Roses da chissà quante settimane, un cimelio per lui, era il ricordo più felice che il padre gli aveva lasciato quando era poco più che un bambino. La portava come una seconda pelle anche se spesso odorava di tabacco e sudore.
La madre, un'alcolizzata cronica, non s'accorgeva mai di nulla, passava intere giornate a guardare la televisione sulla sua poltrona beige, aveva lasciato l’impronta del suo culo come un calco storico, una sagoma perfetta dove riponeva le sue membra come dentro una sacca di contenimento. Non si era accorta minimamente che Carlo aveva abbandonato la scuola da diversi mesi, aveva lasciato anche la sua squallida vita sociale da adolescente precoce. Nei suoi giorni più neri anche lui di nascosto da quella carcassa della madre aveva cominciato a bere e a darsi ad ogni genere d'eccesso bruciando ogni tappa, ogni virtù, ogni passione di ragazzo comune.

 Quella povera donna era così ubriaca a volte che non poteva distinguere la notte dal giorno. Lui continuava a portarle il whisky e le arachidi come una dose frequente per una tossica logorata. La guardava con un misto di compassione e disprezzo, ma in fondo al cuore sapeva di volerle un bene immenso, era il sangue del suo sangue, la donna che lo aveva putato fuori dal grembo dopo nove mesi di sofferenza. Non era stata una gravidanza tanto semplice dal principio.[CLICCA SULLA COPERTINA PER CONTINUARE A LEGGERE]





mercoledì 14 dicembre 2016

AI POETI - POESIA


In talune regioni del mio essere
orme di una strana razza di piacere
che muore d’inedia, o
più spesso
non si riconosce in niente
e muore di solitudine.
Una scia distratta di parole
per ricordarlo a me, poesia
per ricordarlo a te, diniego.
L’inutile pace che ci ronza attorno
non è che aridità sospesa
sulle nostre teste
vuote e scialbe.

E ci mordiamo le labbra
le mani
il petto
cani rabbiosi,
buoni a nulla
se non a raccontarci
quanto sia dolce la cancrena.






©Silvia Mazzilli

sabato 26 novembre 2016

METRO B - POESIA

L’inferno
scende silenzioso
sulla gente in metro B
Ha la bocca piena
nel buio sottosuolo
armato di guinzaglio
all’alba d’un mattino
Io mi chiedo
se i desideri sostano
nell’animo di ognuno
Mentre piano; piano piano
pioviamo sui gradini
incerti di morire.
Se il tanfo giù in latrina
non abbia dimostrato
che siamo disonesti
al giorno che dubbioso
arranca sulla fronte
baciando quel domani
di tremula speranza.

©Redent Enzo Lomanno


domenica 23 ottobre 2016

UN ALTRO GIORNO - POESIA



 

Domani è un altro giorno 
la clessidra atemporale in parole vuote
l'usa e getta che scivola sui marciapiedi lividi 
e reclama la distopia collaterale del sesto senso
la città che mente
non conosce l'astrattismo incespicato
della medusa,
la sagra degli orgasmi multipli,
l'universo posticipato a data da destinare.
Non so se il mare
si dissolverà nell'agorafobica biologia di un corvo
o l'urlo dimorerà celato nell'occhio iridescente
di una strega urbana.
Domani è un altro giorno
in zone di transito interrotte
per circoli anonimi di pugni invisibili
guerrillas scordate dal colpo maldestro
di un santino sul comò
dal gioco d'azzardo di Cthulhu
dai fiori della fame
che crescono arbitrari sul consenso popolare.
Sulle fosse dei gendarmi
il domani strizza l'occhio
sulle fosse sotto gli occhi
il domani è un altro giorno
e l'altro giorno ho visto il fuoco
sparare un'altra vita.

©Dulcamara KR Erech 2016

mercoledì 21 settembre 2016

L’ESTASI DELL’ORO - POESIA

"Il capitano nordista alcolizzato : Chi possiede più bottiglie per ubriacare i soldati e mandarli al macello, quello vince. Noi e quelli dall'altra parte del fiume abbiamo solo una cosa in comune: la puzza dell'alcool."
dal film Il buono, il brutto, il cattivo
S.Leone



Seguo le fragili linee
questa architettura annerita
dal sole,
nella gola profonda del mondo
dove giacciono le ombre piegate
dal tempo.
Ogni passo risuona a lungo
dentro il senso della disperazione,
le fumate spettrali
che la notte risalgono dalle tombe
disegnano strane danze ancestrali.
Ed io corro nel mezzo
come Eli, in preda all’estasi dell’oro 
alla ricerca illusoria di un piccolo frammento

di felicità.


©Fabrizio Raccis



mercoledì 4 maggio 2016

PENNE ARMATE: Rose & Pallottole

La nuova antologia poetica edita Matisklo Edizioni






"Ho fondato Penne Armate con l'idea di una mega jam di poeti, scrittori, artisti che hanno l'unico scopo di condividere e valorizzare l'arte senza nessun legame, senza nessun obbligo, sfiorarsi e mettersi in gioco tra autori celebri e meno conosciuti, italiani e stranieri. Matisklo Edizioni ha realizzato tutto questo, siamo al terzo titolo con questo editore, dopo "cose in versi" e "cose in prosa" ho visto risvegliarsi un forte interesse verso la poesia e i lavori di gruppo, soprattutto attraverso i social. Non a caso uno di questi primi due ebook è stato inserito nella classifica best-seller ebook per una settimana su Ultimabook. 
Ora che la casa editrice da quest'anno ha anche una veste cartacea credo che questa nuova antologia di poesie "Rose & Pallotole" volerà ancora più in alto, perché noi continuiamo a crescere insieme a chi ci concede queste splendide opportunità."
Così rivela Fabrizio Raccis fondatore del Gruppo Penne Armate, volto noto dell'editoria con ben sette pubblicazioni all'attivo(l'ottavo in uscita) e un primo premio nazionale per la poesia, questo è uno dei gruppi più attivi sul social network Facebook che nonostante non abbia migliaia di iscritti, è un concentrato di ottimi autori, ognuno con il suo bagaglio artistico e culturale, ci sono pittori, body artist, musicisti, poeti, cantanti. Tutti con un senso innato per l'arte di stupire e sensibilizzare i lettori.
Ma Penne Armate come dice la nota in calce sulla pagina Facebook, è l'antitesi dei collettivi, un gruppo di reparto avanzato, che affrontano il panorama artistico come sbranatori di bellezza. Ma non quella bellezza comune, quella che ristagna sulla superficie, bensì quella celata nei lati più oscuri, nei corridoi bui. Quella nascosta tra le mura sgretolate di questo secolo decadente, l'arte di dissacrare l'arte. È un tentativo di andare oltre la cultura dominante senza perdere di vista la “forma mentis”.
Un gruppo "libero" dunque, capace di mettere insieme i mille volti della letteratura contemporanea, fatta di stili e ideali molto diversi, ma forse la forza di questo "gruppo" sta proprio qui, degli occhi sconosciuti che si guardano e si compiacciono l'uno dell'altro e poi vanno avanti ognuno per la propria strada, lasciando un segno indelebile nella scrittura.

Questa terza antologia contiene la prefazione di Francesco Vico l'editore, e una nota introduttiva di Fabrizio Raccis con i testi di ben trentacinque autori: Alessia D'Errigo, Angela Botta, Andrea Ferraris, Barbara Giuliani, Cataldo Dino Meo, David Valentini, Diego Costaggiu, Enrica Meloni, Fabrizio Raccis, Fabio Pinna, Flae Dissa, Francesco Vico, Giada Mancini, Giuseppe Carta, Jule Busch, Ksenja Laginja, Leonardo Bano, Luca Masala, Luca Battaglini, Luigina Carbone, Luigi Finucci, Luca Oggero, Manuela Maroli, Mauro Tolu, Marco Cinque, Mary Blindflowers, Mithraglia, Mariella Buscemi, Maurizio Iodice, Phyllis Morroni, Pippo Marzulli, Redent Enzo Lomanno, Valeria Bianchi Mian, Vera Recanati, Vincenzo Pisanu.
Potete trovare la versione Ebook a soli 2,99 euro oppure per gli amanti del cartaceo, un ottimo libro dalla copertina gialla sfavillante a soli 12 euro, un progetto corposo che merita la giusta attenzione dagli appassionati del genere. 
Vi auguriamo una buona lettura e la riscoperta di un qualcosa che sta tornando alla ribalta anche grazie all'unione di ottime penne, penne armate per l'appunto!




link dell'editore per l'acquisto: http://www.matiskloedizioni.com/roseepallottole/

lunedì 28 marzo 2016

PALESTINA




È solo una la terra promessa,
un mondo confinato
tra due fiumi di sangue
ma come si può ballare
sotto un cielo di bombe?
Come si può sognare
se sono crollate le fondamenta,
la morte che dà senso alla vita
barche della sconfitta
che annegano nel presente
e si spezza il ponte
per un futuro incerto;
dillo alla luna
lo sconforto di restare orfani
raccontalo alla terra
il soffocare tra i morti
implora questo mare,
giudice di morte,
che l’uomo ha scelto
di dividersi dai suoi fratelli
per nascondersi dietro
l’ombra di Dio:
raccontalo ai tuoi simili
il tuo cielo assomiglia al mio
non può oscurarsi di bombe,

inventalo con le parole.


©Luigi Finucci